| Polymer clay: introduzione e nozioni base |
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Iniziare a lavorare con le paste sintetiche è facile e divertente e se siete capitati in questo sito probabilmente sapete già farlo o avete voglia di provare.. Tutto quello che Vi serve per iniziare a muovere i primi passi in questo mondo potete facilmente trovarlo in casa, nei cassetti della vostra scrivania, in cucina o in qualche scatola di attrezzi. L'unica regola fondamentale è che
gli attrezzi utilizzati per il polymerclay siano dedicati unicamente a questo hobby. Questa sezione "Tutorial" nasce con lo scopo di mostrarvi come usare i prodotti in venduta in questo sito e suggerirvi progetti da realizzate per prendere confidenza con questi materiali e conoscere le tecniche base e i trucchi del mestiere. Polymerlcay ..questo sconosciuto: Come prima cosa occorre spiegare cos'è il polymer clay (detto anche polyclay ) il suo significato letterale è "argilla polimerica", chiaramente non parliamo di argilla naturale ma di un composto sintetico ed ATOSSICO a base di PVC e pigmenti colorati ed ammorbidenti. Questa argilla ha la caratteristica di essere facilmente modellabile e termoindurente ovvero di solidificarsi (e mantenere la forma una volta solidificata) mediante la cottura in un normale forno ventilato. La temperatura di cottura varia in base alla formula del composto e alla sua marca , genericamente si parla comunque di basse temperature : da 110°C a 140°C. Il prodotto finito è leggero, atossico, inodore, lavabile, resiste agli urti e anche alla lavatrice! Sul mercato esistono numerose marche, queste paste sono di fatto lo stesso composto (con qualche variante minima nella composizione) ma presentano tra di loro differenze a volte sostanziali in termini di malleabilità, durabilità e aspetti chimico fisici che ne influenzano il risultato finale (per questo motivo alcune marche e alcune linee sono più adatte di altre alla realizzazione di prodotti specifici come bambole o bijoux). Tendenzialmente per realizzare perle e charms qualsiasi marca può andare bene, il FIMO si presta molto bene quasi a qualsiasi esigenza. In Italia le paste più famose e più facilmente reperibili sono FIMO e Cernit. FIMO è la marca di polymer clay più conosciuta (al punto che spesso si dice FIMO per intendere il polymer clay in generale e di qualsiasi marca) e offre nella sua gamma svariate tonalità di colori ed effetti tra loro miscelabili per ottenerne altri. Per la sue caratteristiche è una pasta ideale per realizzare figurati , gadget e bigiotteria di vario genere ed è ideale sia per principianti che per professionisti. Nonostante le paste sintetiche siano considerate un fenomeno relativamente nuovo ed un materiale "moderno", l’origine sperimentale di questo prodotto è databile intorno al 1930 anche se il boom commerciale della sua diffusione è cavallo tra la fine degli anni 80 e primi anni 90. Finalmente nel 2010 anche in Italia le paste sintetiche sono un hobby diffusissimo che sta divenendo sempre più importante, passando da moda del momento a vera corrente artistica e fenomeno sperimentale. Inizialmente infatti le paste polimeriche si sono diffuse, perlopiù in Germania e America, principalmente nei negozi di giochi per bambini e come materiale didattico nelle scuole, per creare bambole e decorazioni per i più piccini e dove oggi esistono dei veri artisti del polymerclay di fama mondiale. La loro sorprendente resa e adattabilità ai più disparati progetti ha trasformato il polymer clay in un vero best seller dell’handmade e del fai da te, questo perchè con il polymerclay si possono realizzare idee di ogni genere e tipo: oggetti e gadget accattivanti e di design ultra moderno ma anche romantiche collane fiorite, splendide perle decorate, scatole minuziosamente decorate, cammei anticati , finte pietre, anelli in finta porcellana, piastrelle, animaletti e bambole, miniature dettagliate e assolutamente realistiche, fate e folletti e molto altro ancora. Nozioni base: Condizionamento delle paste: Come già accennato il polymer clay è un composto sintetico a base di più ingredienti, prima di utilizzarlo occorre mescolarlo un po’ al fine di amalgamare questi ingredienti tra loro per facilitarne le reazioni chimico fisiche alla base del processo di indurimento. Lo scopo del condizionamento non è quindi quello di facilitare la modellazione (o non solo quello) ma anche quello di mescolare meglio gli ingredienti al fine di garantire maggiore durabilità al prodotto finito una volta cotto. Condizionare significa impastare, arrotolare, tirare ed allungare la pasta per mescolarla e renderla pronta all'uso ed è il passo numero uno prima di iniziare a modellarla. Infatti, nonostante ci siano diverse correnti di pensiero in merito alla reale necessità di condizionare la pasta, la cosa certa è che se la pasta è ben amalgamata il prodotto cotto risulterà maggiormente forte e resistente nel tempo e agli urti; il mio consiglio personale è quindi di amalgamare e manipolare la pasta finché non risulti facilmente modellabile, senza sbriciolarsi e senza fare fatica a modellarla. Esistono svariate tecniche che spiegano come mescolare la pasta, troverete facilmente quella a Voi più affine anche in base alla marca che andrete ad utilizzare, il mio consiglio è di creare dei lunghi cilindri di pasta e piegarli in due senza spezzarli ri arrotolandoli su se stessi,ricreare un nuovo cilindro e allungarlo, per poi ripiegarlo su se stesso svariate volte. Se la pasta che volete condizionare è molto dura (come marca) o un po’ datata potete scaldarla leggermente (posizionandola su una piastrella o piatto preriscaldato in forno). Se la pasta che volete condizionare è molto dura, molto vecchia, o semplicemente una grande quantità potete aiutarvi sminuzzandola con un mixer da cucina (dedicato unicamente ai vostri lavori con polymer clay) e ricompattarla a mano con l'aiuto di un mattarello o una macchina per la pasta. Qualora la pasta fosse molto dura o friabile tendesse a sbriciolarsi anziché compattarsi potete aiutarvi con un medium ammorbidente come (fimo liquid ad esempio) unendo poche gocce alla volta al fine di renderla più morbida ed elastica. Leaching: Se avete aggiunto troppo ammorbidente al vostro polymerclay, o se la pasta che state utilizzando è troppo morbida per i vostri gusti , potete trattarla al fine di rimuovere parte dei plastificanti e degli ammorbidenti contenuti nella pasta. Questo trattamento si chiama Leaching e il suo fine è quello di rendere più "soda" la pasta che andrete ad utilizzare. Il leaching si pratica stendendo una sfoglia di pasta alta qualche mm e posizionarla tra due fogli da fotocopia bianchi. Miscelazione dei colori e delle marche: I colori e le marche di polymerclay possono essere mischiate tra loro per ottenere nuove tonalità, nuovi effetti e per ottenere paste che abbiano entrambe le caratteristiche di due differenti marche (ad esempio si mescolano FIMO e Sculpey al fine di ottenere una nuova pasta molto lavorabile e sorprendentemente forte). Per mescolare bene due marche di argilla differenti basta mescolare le due parti condizionandole assieme finché non siano amalgamate. Per ottenere un colore secondario basterà mischiare in parti uguali due colori primari (ad esempio giallo + cyan per ottenere verde). Sbiadire un colore: Come realizzare una sfumatura di colore:
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